ARSA VIVA: donna di Iseo muore bruciando sterpaglie
E’ morta mentre bruciava rami e sterpaglie in un campo di sua poprietà in località Torre a Iseo, in via Silvio Bonomelli. la vittima è una signora di 86 anni, Caterina Bertagna. Viveva sui monti di iseo da anni, in una casa attigua a quella della sorella di 82 anni, a pochi passi da dove è accaduta la tragedia. Caterina Bertagna ieri sera si è recata nel terreno di famiglia e ha dato fuoco a una catasta di materiale vegetale. Poi, forse a causa di un malore, è caduta sulla pira, senza riuscire ad allontanrsi dalle fiamme, che l’hanno uccisa. Nessuno si è accorto di quanto accaduto. Stamattina verso le 8,20 un conoscente della famiglia Bertagna che alleva cani per la caccia al cinghiale ha fatto la terribile scoperta. Sul posto c’erano i carabinieri e la polizia locale di Iseo. E’ stato stabilito che si tratta di un dramamtico incidente. La popolazione di Iseo, intanto, si è stretta accanto alla famiglia Bertagna, che in paese è conosciuta e stimata.
AFGANISTAN: domani a Capriolo saranno presentati il mio “Sguardi di Pace. GUardiani di Pace. Viaggio in Afghanistan al seguito delle Forze Armate Italiane” e “Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan” di Mirko Polisano.
Questa domenica sera a Capriolo alle 20,30 in comune sarà presentato il mio primolibro: “Sguardi di Pace. Guardiani di Pace. Viaggio in Afgahnistan al seguito delle Forze Armate Italiane“. Con me si sarà anche il collega romano Mirko Polisano, mio compagno di viaggi, con il suo “Storie Lontane. Racconti di vita in Afghanistan“. Presenzieranno anche l’addetto stampa del secondo Reggimento Alpini di Cuneo (e portavoce del contingente Italiano a Kabul), il maggiore Matteo Mineo e una rappresentanza della brigata Folgore, che vestirà i panni di un ufficiale nato e cresciuto in paese: il tenente Simone Martignano.
Nel corso della serata sarà anche proposta in anteprima per la Lombardia la canzone “Shana Ba Shana” dedicata ai soldati italiani in missione. La serata servirà per conoscere meglio l’indispensabile e onorevole lavoro che svolgono gli uomini e le donne di Esercito Italiano, Marina Militare, Aereonautica Militare, Carabinieri e Guardia di Finanza nei teatri operativi.
Ovviamente parlare di me è assai difficile. Certamente ogni volta che sfoglio il libro per me è una emozione, che spero di trasmetttere anche a chi osserva le fotografie e legge i miei brevi testi.
Consiglio la lettura del testo di Mirko Polisano, che è davvero delicato e ci racconta tanti episodi e di tanti perronaggi.
Il significato di “Storie Lontane…” è già racchiuso nel titolo di questo libro. Sono storie che partono da lontano e arrivano da posti lontani. E difficili. Come l’Afghanistan. Una terra che non puoi dimenticare una volta che l’hai vissuta. Una terra che ti resta dentro con i suoi paesaggi, le sue montagne, la sua polvere che non solo hai sulla pelle ma anche nell’anima. “Storie Lontane…” ha il compito e il dovere di raccontare la vita in Afghanistan. Perché la vita in Afghanistan c’è. E’ la quotidianità scandita dal tempo e dai giorni. E’ la vita commerciale del mercato di Herat, dei venditori di frutta, di pane e di dolci fatti di panna e miele e che riportano questa città agli antichi splendori, a quando era definita la “piccola Parigi” per la sua pasticceria. Ma queste sono le cose che non fanno notizia. E così siamo abituati a parlare di Afghanistan nei telegiornali solo quando rientra la salma di un alpino o di un parà avvolta da un tricolore. Anche “Storie Lontane…” racconta la guerra e le vittime, ma con l’intento di mostrare che l’aridità di quel deserto non è riuscita a portare via l’affetto di cui è circondato chi ha sacrificato la propria vita per la causa internazionale. È il caso di Matteo Miotto, caduto l’ultimo giorno del 2010 in Gulistan. Quel capodanno, raccontato da “Storie Lontane…”, nessuno dei suoi commilitoni né chi, come noi, era lì lo potrà mai dimenticare. Ripartire dopo questa storia è dura, ma la vita va avanti. Anche in Afghanistan. Ed ecco, allora che arriva Hamidullah, bambino di cinque anni che insegue una speranza: arrivare in Italia per poter un giorno camminare; oppure Feizamat che va in giro in moto per le strade di Herat e ci racconta la vita di un ragazzo di 16 anni, che parla benissimo l’inglese; o ancora l’ingegnere. Ha visto prima i russi e poi gli americani. Ha bruciato la sua laurea, perché in Afghanistan non c’è lavoro per un ingegnere e così ha aperto un ristorante in centro città e cucina pollo e montone. A queste storie, si aggiungono quelle dei nostri militari. Uomini e donne che non importa se sia Natale o Capodanno, loro sono lì in garitta, piuttosto che su un lince o in elicottero a pattugliare e a lavorare. Li ho incontrati e non riesco a non ripensare ai loro volti e alla loro vita: Luca di Centocelle, Francesca di Acilia, Carmine di Caserta, Italo di Venezia, Antonino l’infermiere e Andrea, il medico-poeta. Il libro edito dalla casa editrice DpC sarà in vendita dal prossimo novembre e parte del ricavato andrà all’associazione “Silenas” per i bambini della Tanzania.
Mirko Polisano
“Sguardi di Pace. Guardiani di pace. Viaggio in Afghanistan al seguito delle Forze Armate Italiane” è il mio primo libro, quasi del tutto fotografico. Nel testo più di 100 immagini stampate in quadricomia e ad alta definizione, raccontano il lavoro in supporto alla popolazione afghana delle Forze Armate. Tramite ritratti e scene di vita vissuta, ho cercato di descrivere l’umanità dei nostri soldati, con il loro ruolo di pacificatori. Ho ritratto scene dai medcamp, in cui infermieri e medici italiani curano bimbi e adulti afghani da malattie infettive, mercati resi sicuri dalla presenza dei soldati, di una scuola edificata dai nostri soldati nei pressi di Kabul, a Thangi Garo. Il lavoro dei nostri uomini e donne garantisce la sopravivenza e l’educazione di mille bambini e bambine, che studiano, almeno nei primi anni in classi miste. Ancora, ho ritratto servizi e operazioni di scorta in favore dell’Armata e della Polizia Afghana e uomini impegnati nella formazione degli addetti alla sicurezza di quel paese. Ho anche raccontato della mia scorta, composta, tra gli altri, dai caduti del 17 settembre a Kabul. Uomini che ritengo angeli e fratelli, cui devo molto. E a cui va il mio tributo. Nel libro, in appendice, sono contenuti due articoli,apparsi su “il Giorno” e “Diva e Donna” che parlano di quanto fatto dalle Forze Armate e in particolare del Natale in missione e del villaggio di Thangi Garo. nel corso dei miei viaggi ho lavorato sia con la Brigata Folgore che con gli Alpini della Julia.
Milla Prandelli
UN SENTITO RINGRAZIAMENTO VA AL COMUNE DI CAPRIOLO CON IL SINDACO FABRIZIO RIGAMONTI, L’ASSESSORE MARCO SALOGNI E L’ADDETTO AI SERVIZI CULTURALI GIOVANNI DE MASI (E STAFF DELL’UFFICIO)
GRAZIE ANCHE ALL’UFFICIO PUBBLICA INFORMAZIONE DELLO STATO MAGGIORE DIFESA, ALLO STATO MAGGIORE ESERCITO, AL SECONDO REGGIMENTO ALPINI E ALLA BRIGATA FOLGORE.
TERREMOTO: Il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile comunica il cessato preallarme alle Unità Cinofile Italiane da Soccorso
Alle 16,58 il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile ha comunicato alla Segreteria Nazionale dell’U.C.I. S. e alla segreteria operativa S.O.U. il
CESSATO PREALLARME
in relazione agli eventi sismici delle ultime ore. I delegati di Lombardia, Veneto, Toscana e Emilia Romagna sono stati contattati e ringraziati per la tempestiva disponibilità
TERREMOTO: Preallerta per i cinofili dell’U.C.I.S.
La Segreteria Nazionale dell’U.C.I.S. comunica che questa mattina alle 9,44 è stata contattata dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile – Sala Italia, che ha informato il responsabile dello stato di “preallerta” dovuto agli eventi sismici delle ultime ore.
Alle 10, grazie al contatto telefonico con il presidente Bruno Piccinelli, il vicepresidente e i consiglieri, è stata aperta la segreteria operativa U.C.I.S. denominata “S.O.U.”
La segreteria risulta in attività dalle 10,15. Ha contattato i delegati U.C.I.S. di Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana per avere la lista dettagliata dei gruppi, che è pervenuta.
Questa è una informazione di tipo tecnico che non anticipa alcuna situazione e alcun pericolo. E’ importante che le persone non cadano nel panico senza motivo.
TERREMOTO: a Brescia e nel nord Italia serpeggia la paura
Ancora scosse di terremoto. E questa volta le ho sentite anche io: erano passate da poco le nove del mattino e tutto ha tremato. I cani si sono messi a abbaiare, il gatto balzellava per casa e i miei amati libri, disposti in bella posa sulla testiera del letto, sono caduti. Le vicine sono uscite dalle finestre e nei cortili, urlando anche più forte degli animali, spaventate.
L’Istitituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia segnala una scossa di magnitudo 4.9 con epicentro tra Parma e Reggio Emilia. Poco dopo ce n’è stata anche un’altra, con epicentro leggermente spostato, questa volta in territorio lombardo. Nel giro di pochissimo in provincia di Brescia sono stati sfollati scuole e edifici pubblici.
Molte persone hanno lasciato le loro case e c’è persino chi si è fatto male scappando.
Sui social network, intanto è scoppiato il tam tam.
E nel frattempo la mia amica Antonella, di Spezia, mi ha chiamato preoccupata per me e la famigliola animale. “Stiamo tutti bene- le ho spiegato- il gattino l’ha presa un po’ male”. Dalla Liguria mi dice che la scossa l’hanno sentita bella forte. Anche laggiù sono state evacuate alcune scuole, come leggo su facebook da un’altra amica, la Francesca.
A Milano, spiega un’altra amica, Stefania, le scosse sono state forti. Anche a lei, amante dei libri come me, ha visto i suoi preziosi tomi cadere a terra. Poi ha spento il pc. Attendo sue notizie.
Annibale, che è della bassa bresciana, ironicamente incolpa i Maya.
Molti online chiedono spiegazioni e raccontano la paura e il senso di insicurezza di questi momenti.
Ma la testimonianza curiosa è quella che fa online un mio collega, neopapà di due bellissimi bimbi che arrivano dall’Africa.
Racconta Fabrizio Vertua
Son le 9.06 e mio figlio Claudio, a casa per la classica influenza invernale, si sta lavando i denti qunado sentiamo la casa traballare per qualche secondo. Impaurito, non conosce il fenomeno del terremoto, provo a spiegarglielo, ma ha 4 anni e viene dall’Africa, per quanto abbia fatto progressi con la lingua non è facile fargli capire che è la terra che si muove. Lui ha pa…ura dei topi e quindi mi chiede se c’è un topo nel muro che lo ha fatto muovere… decido così di fargli vedere su internet dei video del terremoto, per fargli capire meglio di cosa si tratta. In uno di questi si vede un poliziotto che corre e lui mi domanda: “ma questo terremoto, non c’è nessun poliziotto che può arrestarlo”?
Per info www.ingv.it
Ora aspetto altre testimonianze, per raccoglierle e avere il polso della situazione…
TERREMOTO NEL NORD ITALIA: L’EPICENTRO E’ IN VENETO.
Terremoto stanotte nel nord Italia. L’epicentro sarebbe in Veneto, con una magnitudo di 4.2 percepiti nella zona delle Prealpi, tra cui Negrar, alle 23, 54,46, come conferma nel suo sito l’Istituto Nazionale di Geovisica e Vulcanologia. Ci sono state scosse anche alle 0,05,15 e ieri alle 19,43,31, alle 19, 41,44, 16,16,17 e attorno a mezzogiorno.
Mi confermano che le scosse si sono sentite anche nel bresciano, come a Capriolo e Marone (in questo caso alle 0,54),a Provaglio d’Iseo, nella bergamasca, a Sarnico e a Milano, dove la terra, a quanto apprendo da un’ amica, è tremata anche poco fa.
A Iseo non ho percepito scosse, ma sono rientrata poco fa. I miei cani sono però molto agitati.
per info
http://cnt.rm.ingv.it/
TRAGEDIA A BRESCIA: un donna anziana muore a causa di uno scoppio in via Marchetti- 4 i feriti
Brescia – Erano quasi le 22 e molti degli abitanti delle case popolari di via Marchetti a Brescia, un complesso che ha quasi cent’anni, affacciato su via Franchi e a pochi metri dalla centralissima via Milano, hanno sentito una violenta esplosione. Tanti hanno creduto a una bomba, talmente forte è stato lo scoppio, percepito anche nella zona di Brescia Due, distante alcuni chilometri. Sono bastate poche manciate di secondi per capire che a causare il rumore non è stata una bomba, besì la deflagrazione seguita a una fuga di gas verificatasi nel condominio al numero civico 7, dove vivono tanti anziani. Un donna di 78 anni, t.t., purtroppo non ce l’ha fatta. L’esplosione, ha ferito gravemente anche un 40enne originario di Napoli, C.M., che vive solo e che è stato visto uscire dal suo appartamento ustionato e in preda al panico.
Altre tre persone, tutte anziane, hanno subito i danni provocati dall’incendio. Non sarebbero in pericolo di vita. Si prendono cura di loro e di C.M. i medici degli ospedali bresciani, assistiti da infermieri e altri collaboratori. Sul posto hanno operato i vigili del fuoco di Brescia, che hanno dispiegato decine di uomini e mezzi, le forze di polizia e gli operatori del 118, oltre a diversi volontari. Due caseggiati sono stati sgomberati.
Domani su Il Giorno – QN un servizio completo con il racconto dei testimoni.
ISEO: tragedia nei boschi, muore un uomo di Gardone Valtrompia
Un uomo di Gardone Valtrompia di circa 70 anni questo pomeriggio è morto nei boschi tra Iseo, Polaveno e Monticelli Brusati, poco distante dalla località Maruss. a ucciderlo è stata una pianta che il pensionato stava tagliando. Sul posto c’erano i vigili del fuoco di Darfo Boario Terme e Gardone Valtrompia, gli uomini della V delegazione del soccorso alpino stazione della Valtrompia, la polizia locale e i carabinieri di Iseo e gli operatori del 118.
Il corpo dello sfortunato valtrumplino è stato composto all’obitorio di Iseo.
MARONE: un devastante incendio manda in fumo un’area di 4mila metri alla Madonna della Rota
E’ ancora in corso il devastante incendio che da giorni sta distruggendo i boschi sopra la cittadina di Marone, sul lago d’Iseo. La zona è quella compresa tra la croce di Marone e il santuario della Madonna della Rota: un terreno impervio, difficilissimo da raggiungere.
Al lavoro ci sono oltre trenta persone tra operatori dei vigili del fuoco, vigili del fuoco volontari, volontari di protezione civile, tecnici e forestali. (Il tutto sotto il controllo delle forze dell’ordine e il coordinamento della Comunità Montana del Sebino Bresciano”
“Si tratta di un intervento difficile-spiega Diego Recenti, del CB Club Sale Marasino- perchè i tizzoni cadono su parte di bosco non ancora toccata, andando a ravvivare le fiamme-ora, però, siamo a buon punto”.
In azione sul lago ci sono elicotteri e canadair, coi loro bravissimi piloti. Ancora una volta sono a volgere il mio pensiero verso queste persone, che tanto fanno per il prossimo. Grazie ragazzi!!







