Archivi Blog

Giulia, la “ragazza delle capre” c’è la fatta e il suo agriturismo va a gonfie vele

Finalmente sono tornata dalla “ragazza delle capre”, una giovane allevatrice che ha aperto una azienda agrituristica a Marone, nella frazione di Collepiano, sulle sponde bresciane del lago d’Iseo. L’ho conosciuta per lavoro, quando ho scritto un articolo su di lei. Già allora ho avuto una ottima impressione. Ma si sa, all’inizio tutto sembra bello e facile. Così sono tornata da lei, dopo un paio di mesi. E l’ho trovata più brava e forte che mai, convinta a vivere tra caprette e altre animali. Lei si chiama Giulia e ha venti anni. ha lasciato tutto per dedicarsi alle capre bionde dell’Adamello. Ma si occupa anche dei suoi vitelli, delle pecore, di alcuni piccoli cavalli, dei maiali, delle galline e dei conigli. Nel corso della giornata coltiva anche l’orto e in questo periodo sta imparando a fare il formaggio. Sabato scorso, inoltre, ha inaugurato un piccolissimo ristorante agrituristico che sarà gestito dalla sua mamma Margherita, che nell’azienda ha il ruolo di “coadiuvatore”. Vedere Giulia alle prese con le sue bestie è un vero spasso, perché quando entra nel recinto, oppure le raggiunge sui pendii scoscesi di sua proprietà, le capre anziché scappare o mettersi in cerchio si avvicinano e le fanno le coccole. C’è chi con i denti afferra la cerniera del suo maglione, oppure chi le mordicchia i capelli. Persino il “becco”, il caprone, che in genere ritenuto aggressivo, con Giulia è particolarmente affettuoso. Si fa avvicinare e accarezzare, quasi fosse un agnellino. “Mi hanno sempre insegnato che le capre quando entri in un recinto si mettono tutte in cerchio attorno a te. A me non capita. Sono sempre in cerca di essere toccate, grattate oppure di giocare- dice la giovane allevatrice- forse è perchè la nostra giornata trascorre in armonia e che sto con loro davvero molte ore”. Giulia, che vive con la sorella Mariateresa nella cascina “Lert” che un tempo era della loro famiglia e che si trova nei pressi della Madonna della Rota, si alza attorno alle sei. Poi, dopo colazione, va a mungere gli animali. “Lo faccio a mano- sottolinea- perché desidero che nella mia azienda tutto rispetti i ritmi della natura”. Subito dopo si occupa del nutrimento di chi è rinchiuso nella stalla e di controllare le capre e le pecore al pascolo. “Terminate queste operazioni è il momento di lavorare nel caseificio- dice- che per ora non è ancora aperto. Dovremmo inaugurarlo per l’estate. In questo momento, anche aiutata da mia madre, sto imparando a fare formaggelle fresche e stagionate, ma anche il burro”. Nella mattinata c’è tempo anche per innaffiare l’orto ed eventualmente per prendere quello che offre. “Abbiamo voluto anche dei piccoli frutti come fragole, lamponi, ribes e mirtilli- sottolinea Giulia- di modo da produrre marmellate e di usarli per i dolci”.

Giulia è un giovane agricoltore di Coldiretti. L’ho conosciuta grazie all’amico Roberto Gallizioli.

Finalmente ho provato la cucina di Margherita e Giulia. Beh sono rimasta molto colpita. Ci hanno servito salumi e affettati prodotti da loro, ma anche una squisita giardiniera, cipolle e formaggi. Tutti ottimi. Poi è stata la volta delle tagliatelle col ragù di anatra e di squisiti fagottini irpieni di ricotte e zucchine e di ricotta e ortiche. I secondi erano buonissimi: maiale con salsa alle mele, capretto e polmone con le cipolle. Tutti sapori di un tempo, cucinati come una volta. Da provare, credetemi.

Annunci